Avanti della domenica

Articoli N. 15 del 23 maggio 2010

Importante iniziativa dei Giovani Socialisti
Bobo Craxi - Un’Agenda del fare ascoltando le minoranze
giovedì 27 maggio 2010

E’ una consuetudine ormai consolidatasi che dopo le elezioni l’area laica si ritrovi per discutere una possibile Agenda del fare. Accadde a Chianciano due anni fa e quest’anno è accaduto a Roma per iniziativa dei Giovani Socialisti.

La riduzione giornalistica vuole che per un’intera giornata Socialisti, Radicali, Verdi e laici abbiano discusso di come mettere in piedi una “Nuova” Rosa nel pugno, la verità è che gli esponenti di quest’area in parte extraparlamentare e unita da una comune visione delle cose si è confrontata a viso aperto, senza rete e senza ingabbiare una discussione entro i confini o le armature di una eventuale, possibile , auspicabile convergenza “politicistica” di un’alleanza elettorale.
Quel che è certo è che ciascuno di noi a partire dai propri punti di partenza, dalle proprie convinzioni culturali e sedimenti identitari condivide il giudizio di un’involuzione del processo unitario a sinistra, sottolinea i ritardi e le contraddizioni del Partito Democratico su molti terreni, disapprova la linea di condotta invadente e presuntuosa dell’Italia dei valori, manifesta un civile distacco dall’ipotesi neo-plebiscitaria di Vendola.

Ciascuno di questi soggetti sollecita, ognuno nel suo campo, un’azione più efficace sul terreno dei diritti civili e dei diritti dei detenuti (l’emergenza carceri che Marco Pannella definisce “La nuova peste“ italiana), sul terreno delle scelte ambientali ed anti-nucleari. I Verdi in particolare rivendicano la necessità di promuovere una più concreta e robusta informazione circa la validità dell’assunzione dell’energia nucleare come scelta strategica mettendo in guardia dalla discesa in campo di poderose lobby interessate a cambiare carte e dati sulla questione delle scorie.
I Socialisti per parte loro, pur non nascondendo le difficoltà di difesa e ricostruzione della gloriosa forza politica, hanno sottolineato che le emergenze italiane devono poter avvalersi di una nuova classe dirigente e che il fallimento della seconda Repubblica si misura anche per le clamorose aspettative disattese che erano la premessa di tutta la fase che ha costituito il falso rinnovamento e la falsa rivoluzione del ‘92-‘94.

“Rinnovare l’Italia” recitava lo slogan coniato dai giovani socialisti, ma rinnovare anche nella Sinistra e La Sinistra è stato il leit-motiv che ha legato molti interventi richiamando la necessità di promuovere non soltanto una consuetudine negli incontri fra questi soggetti, ma rimandando alla possibilità e necessità di convocare una vera e propria “convenzione” che sviluppi e concretizzi il comune lavoro e lo slancio di elaborazione che sembra pervenire da queste minoranze che si pongono tuttavia l’ambizioso obiettivo di tornare ad essere influenti e decisive per il futuro del paese.
La Storia d’altronde ci ha insegnato che sono proprio le minoranze che hanno saputo orientare il corso degli eventi o deviarlo come sarebbe necessario fare oggi non limitandosi ad un’opposizione pregiudizievole o peggio “di comodo“ o di “regime”, ma dando vita a una sintesi attiva per promuovere un’Agenda politica e programmatica che prepari il governo e l’Italia del futuro. I Socialisti sanno di poter svolgere il loro compito con responsabilità, forti della loro esperienza.
 



Bobo Craxi