Sul caso Brancher la figuraccia l’ha fatta soprattutto lui. Adesso, oltre ad avere un parlamentare indagato, abbiamo anche un Ministro “poveraccio”. Senza dignità. Un personaggio da “pezze al culo”. Ma al peggio non c’è mai limite. Una brutta figura per il Paese e per tutti noi di gravi proporzioni. Un pasticcio e uno spettacolo da basso impero. Ma la questione non è personale: mette in discussione le regole minime della democrazia e l’uso spregiudicato delle istituzioni da parte del potere. Questa è la vera responsabilità del centrodestra, di Berlusconi e della Lega, che, sulla vicenda Brancher, esce con le mani sporche. La Lega cerca di scappare appena sente odore di bruciato, getta il sasso ma nasconde la mano, ce l’aveva duro e adesso ce l’ha molle.
Nel consiglio dei ministri Bossi caldeggia la nomina di Brancher, Calderoli e Tremonti lo accompagnano al Quirinale come se fosse “roba” loro. Ma appena Brancher invoca il legittimo impedimento, lo scaricano, come se non sapessero che l’hanno fatto Ministro proprio per quello. Brancher è indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all’istituto di credito; e tutti lo sanno. Soprattutto lo sapeva Calderoli che con Brancher fu coindagato per la stessa vicenda. Ma fermiamoci qui perché altrimenti arriviamo al caso Antonio Fazio. Torniamo all’oggi e alla politica. Quando scoppia la vicenda, Bossi lo abbandona definendolo “poco furbo” e Calderoli: “Bossi ha capito la questione”. Ma poi sputtana il capo leghista dicendo “Bossi sapeva tutto” e svela che la sera prima del giuramento erano tutti insieme a mangiare con Brancher all’Aeroclub di Roma. Nella maggioranza c’è chi mostra più di un fastidio. Il Giornale, organo di famiglia, si scaglia contro la Lega, diventato il partito dei “furbetti” (del quartierino?). Ma Maroni reagisce: “chi ruba non sta con noi”, ma nel Pdl. Insomma la vicenda Brancher si allarga e rischia di mettere in crisi nella maggioranza rapporti politici e personali.
La vicenda è troppo sporca e troppo squallida. Il centrodestra rischia la fibrillazione. Il caso Brancher potrebbe diventare la goccia che fa traboccare il vaso. Nel Paese, nella politica, nel governo e nella maggioranza. E soprattutto nei rapporti tra esecutivo e Quirinale. Ma i cittadini vorrebbero avere una risposta semplice: “Che razza di ministero gli hanno dato per tenerlo buono?”.
In tutto ciò la sinistra, ancora una volta, balbetta. E questa volta balbettano anche i garantisti, che non possono esserlo sul caso Brancher.