Avanti della domenica

N. 21 del 4 luglio 2010

Verso il Congresso
Giuseppe Miccichè - Al centrosinistra oggi mancano una coalizione e un programma
mercoledì 30 giugno 2010



Seriamente preoccupati di difendere la Costituzione, l’unità del paese, i diritti dei lavoratori, l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, l’equità fiscale, la scuola, aggrediti quotidianamente dalla volontà di smantellamento di Berlusconi e delle forze che lo sostengono, i gruppi di opposizione auspicano che al più presto il governo in carica cada e inizi una fase di ricostruzione della vita politica nazionale.
Perchè questo evento si concretizzi è necessario che milioni di italiani sostenitori del centro-destra cambino posizione e preferiscano con convinzione una coalizione alternativa e un nuovo programma di governo.
Nessuna delle due cose, la coalizione e il programma,è però ancora definita. Per questo, in vista della prossima scadenza elettorale (il tempo corre veloce!) le forze disponibili al necessario impegno dovranno lavorare con forte volontà di riuscita. Il confronto propedeutico alla definizione della nuova convergenza e del suo programma dovrà essere assolutamente franco e approfondito per evitare la ripetizione degli errori che furono alla base della negativa esperienza del governo Prodi e dei gruppi che l’avevano espresso.
Quella esperienza si fondava in gran parte su un forte antiberlusconismo, ma era priva di una chiara e reale unità d’intenti sulle risposte da dare ai problemi del paese. Di conseguenza finì, come tutti ricordiamo, per essere caratterizzata dalla confusione delle voci e delle posizioni e dalla scarsa resa, e scontentò fortemente, solo per citarne alcuni, i pensionati, i produttori agricoli, i giovani, i ricercatori, i diversi, che rimasero delusi nelle loro attese.
Il giudizio sui due anni di governo fu perciò, con qualche eccezione per singoli atti rinnovatori, negativo. Ancora oggi il loro ricordo è molto vivo e condiziona fortemente le scelte di un gran numero di elettori. Se infatti il governo in carica non risolve i problemi del paese, che perciò si aggravano sempre più, se lo scontento serpeggia da qualche tempo anche tra coloro i quali votarono per Berlusconi, e però l’astensionismo è fenomeno vasto e addirittura in crescita e i partiti di opposizione restano sempre al palo e a volte arretrano, significa che la fiducia per questi ultimi stenta a rinascere.
Occorrerà dunque ridare fiducia e volontà d’impegno a quanti attendono una inversione di tendenza rispetto al passato, per ricollocarsi attivamente tra le forze di lotta contro il conservatorismo politico ed economico e contro l’autoritarismo. Affidata ad un passato auspicabilmente senza ritorno la teoria della autosufficienza del PD di veltroniana memoria, la nuova alleanza di centro-sinistra dovrà avere come collante dei gruppi di progresso convergenti l’identità di vedute sui provvedimenti necessari per risolvere i problemi del paese. Per questo il discorso con la sinistra radicale dovrà essere assolutamente chiaro e tale da non lasciare riemergere riserve e dubbi e ripensamenti.
Nella costruzione della nuova coalizione è certo che il PSI farà la sua parte con il peso derivante dalla serietà delle proposte che saprà avanzare e anche con la piena coscienza della insostituibilità della formula. Questa convergenza infatti non ha per esso alternative valide. Non credo che sia percorribile l’adesione ad una coalizione terza che abbia la sua forza centrale nell’UDC, nè l’isolamento da ogni coalizione: l’una perchè collocherebbe il PSI fuori dal suo alveo storico, laico e di sinistra, l’altro perchè preluderebbe a una sua sicura estinzione.
Per un Partito Socialista che non voglia snaturarsi con alleanze politiche e convergenze elettorali estranee alla sua storia e alla sua tradizione, e che voglia continuare a vivere con la sua specificità, e anche recuperare una sua rappresentanza in Parlamento, le alleanze all’interno del centro-sinistra restano la sola strada utilmente percorribile. Chi vive tra la gente, in un contatto quotidiano con gli strati popolari, stenta a riconoscere strade diverse.