Pomigliano: Fiat-Fiom, 3-1, ma hanno perso tutti
“Fiat-Fiom, 3-1, ma il risultato del referendum dei lavoratori, al di là delle percentuali nasconde una sconfitta collettiva: hanno perso tutti”. E’ il commento di Marco Di Lello. “Hanno perso i dipendenti, divisi al proprio interno e quindi più deboli; la Fiat, che non elimina il pericolo di conflitti; la politica, che non ha saputo mediare ed in definitiva l’Italia, più debole nella rete di protezione sociale.
Questo è avvenuto per la mancanza di una qualsivoglia strategia nazionale concordata con sindacati e imprese, e la rinuncia a dare regole al mercato in una partita che è, nostro malgrado, mondiale. Proponiamo di utilizzare i fondi, nazionali e comunitari assegnati alla Campania, per formare il personale, convertire le linee produttive, modernizzare lo stabilimento e così la Fiat otterrà quell’aumento di produttività tanto invocato senza che i lavoratori ne paghino il prezzo in termini di compressione di diritti e garanzie”.
Rischioso capitolo di relazioni sindacali
“Pomigliano come l’accordo sul costo del lavoro del 1984? Mi pare un paragone molto azzardato. Allora, fu una manovra economica che ruppe il consociativismo, quella di oggi è invece l’apertura di un nuovo, rischioso, capitolo delle relazioni sindacali, nella quale si introduce una prima significativa violazione di diritti sanciti dalla Costituzione”. Così Bobo Craxi, commentando un’intervista del ministro Sacconi al Corriere della Sera del 24 giugno.
Berlusconi potrebbe battere record ministri
“Il ‘legittimo impedimento’ invocato dal neo ministro Brancher, come primo atto del suo insediamento, fa temere il peggio” - ha detto Riccardo Nencini commentando il prinmo atto pubblico, poi rimangiato, del neoministro. “Considerando i guai giudiziari connessi alla nuova tangentopoli della Protezione civile, Berlusconi potrebbe fare altre nomine e il suo governo a fine legislatura potrebbe battere di gran lunga per numero di ministri tutti quelli che lo hanno preceduto dal ‘43 a oggi”.