Noi siamo quelli che in centoventi anni di storia non hanno mai smesso di chiamarsi socialisti.
Noi siamo quelli che continuano a credere nelle istituzioni e nel loro valore.
Noi siamo quelli che hanno difeso la Costituzione ed il suo garante, il Presidente della Repubblica, andando davanti al Quirinale quando i forcaioli del centrosinistra urlavano in un’altra piazza, poco distante ma lontana anni luce.
Noi siamo quelli che, esclusi dopo un secolo dal Parlamento, hanno raccolto le firme per presentare proposte di legge di iniziativa popolare sulle riforme istituzionali, sui diritti civili, sul precariato e che, su tali battaglie, hanno identificato la loro azione.
Noi siamo quelli che si sono battuti contro l’ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche nella politica e che difendono lo Stato laico e il Concordato.
Noi siamo quelli che si sono schierati al fianco di Beppino Englaro per una battaglia di civiltà.
Noi siamo quelli che hanno chiesto la nomina di Giuliano Vassalli a senatore a vita.
Noi siamo quelli che hanno invocato giustizia e verità per Stefano Cucchi.
Noi siamo quelli che hanno riportato in vita Mondoperaio e l’Avanti, storiche voci del socialismo italiano.
Noi siamo quelli che non stanno col ‘popolo viola’ o con altre fazioni, ma solo col popolo italiano.
Noi siamo quelli che credono in una Nazione unita e coesa.
Noi siamo quelli che invocano, inascoltati, l’Assemblea costituente.
Noi siamo quelli tagliati fuori dal sistema informativo nazionale.
Noi siamo quelli che alle ultime elezioni regionali hanno eletto il maggior numero di consiglieri tra i partiti più piccoli.
Noi siamo quelli che pensano che un Paese come l’Italia non possa ritrovare slancio e uscire dalla crisi se non punta sul talento e sulla creatività dei giovani, se non impernia il proprio sistema sociale sul merito, sulla solidarietà e sulla tutela di nuovi diritti.
Noi siamo quelli che considerano la sicurezza dei cittadini un problema né di destra né di sinistra, ma solo un problema da risolvere.
Noi siamo quelli che ritengono l’inclusione e l’integrazione dei migranti una ricchezza per il Paese, purché avvenga nel rispetto delle regole e della Costituzione. Noi siamo quelli che difendono i lavoratori atipici senza tutele.
Noi siamo quelli convinti che un grande partito riformista in Italia mai ci sarà se non porta con sé la storia ed i valori del socialismo italiano.
Noi siamo i socialisti.