Avanti della domenica

N. 9 del 4 aprile 2010

Demi Romeo - Dal congresso del Psoe una spinta per ripartire
domenica 4 aprile 2010


Il 12 e 13 marzo si è svolto a Siviglia il Congresso Straordinario del PSOE-Andalucia, con il titolo evocativo “Vinciamo il futuro”, dedicato non solo alle prossime lotte politiche, ma soprattutto al superamento della grave crisi economica e occupazionaledel Paese. In qualità di osservatore italiano e delegato della ‘Federazione dei Giovani Socialisti’, Demi Romeo ha preso parte ai lavori congressuali, accompagnato dalla delegazione socialista di Jaén. Il Congresso Straordinario del partito ha eletto come suo nuovo Segretario (97,3%) colui che presiede il governo autonomico, José Antonio Griñán, con mozione unica e con grande appoggio dei raggruppamenti delle otto province e delle ‘Gioventù Socialiste d’Andalusia’.
Insieme all’elezione del compagno Griñán è stata rinnovata l’intera Commissione Esecutiva Regionale che, a differenza del malcostume italiano, vede la metà dei suoi membri eletti donne e anche numerose presenze giovanili. Presenti Felipe Gonzalez e Rodriguez Zapatero, e molti ministri del Governo nazionale e Presidenti delle Comunità Autonome. Secondo Griñán per uscire dalla crisi necessitano Fiducia e Ottimismo, ma per farcela afferma che: “La fiducia è avere innanzitutto un progetto politico, mettere volontà per realizzarlo e che, per quanto possa sembrarci oscura la crisi, credere nelle risposte che si possiedono. “Parlando delle cause della crisi finanziaria mondiale, la soluzione risiede nel cambiamento del modello produttivo, perseguendo una economia di mercato sostenibile, una “economia dell’eguaglianza” che non lasci tutto al mercato ma che coadiuvi l’amministrazione delle politiche pubbliche verso la realizzazione di una maggiore e migliore sicurezza sociale dei cittadini sulla base dei principi di coesione civile e di solidarietà. Al termine del Congresso, anome della FGS ho illustrato la triste situazione del Belpaese alla vigilia della manifestazione di Piazza del Popolo e le difficoltà delle forze socialiste di far politica. La violenza degli eventi del passato costringe oggi un’intera generazione di dirigenti e militanti ad utilizzare un linguaggio differente da quello della class action iberica. Mentre il PSOE è forza di governo, i Socialisti italiani utilizzano il linguaggio della “clandestinità”. E’ pertanto una emarginazione non solo rappresentativa, ma perfino culturale che vede la negazione dei valori laici, umanitari e garantisti da qualsiasi dibattito politico od intervento legislativo. Nel tempo ciò ha prodotto dunque un evidente impoverimento della proposta politica e delle forme organizzative ormai divenute obsolete date le scarse risorse finanziarie.
Perciò qualsiasi laboratorio che veda al centro del suo oggetto la soluzione della crisi economica e sociale in corso attraverso gli ideali del Socialismo può essere d’esempio e di grande maturazione per quelle forze organizzate che, seppur prive di importanti mezzi, possono sperare nella propria crescita formativa e nei contributi offerti dai compagni stranieri, specialmente per l’arricchimento di conoscenze delle giovani generazioni cresciute in Italia durante la Seconda Repubblica.