Archiviate anche queste regionali 2010 una riflessione va fatta. Intanto anche questa volta, pure se tra mille difficoltà, il Partito socialista ha sopportato la forza d’urto del berlusconismo. Il partito ha ottenuto un dignitoso risultato elettorale nel Lazio ed in Campania, con punte di eccellenza in regioni come Puglia, Umbria e Basilicata. A questo aggiungerei l’ottimo risultato dei compagni della FGS candidati. Uno su tutti quello di Enzo Maraio che nella lista di Sinistra ecologia e Libertà ha ottenuto un risultato eccellente, e con oltre 4000 preferenze risultando secondo, ma dietro ad un altro socialista Gennaro Mucciolo. Esulando dal ragionamento partitico vorrei evidenziare l’aspetto sociologico di queste elezioni, e cioè, che in Italia ormai dilagano due fenomeni: il primo di natura culturale l’altro invece ha una genesi legata allo scetticismo ed allo sconforto delle nuove generazioni, l’astensionismo.
I partiti di sinistra continuano a non riuscire ad interpretare le necessità del tessuto socio-economico del Nord, dove paradossalmente la Lega si ritrova ad avere una organizzazione ed un modus operandi che ricorda la migliore tradizione comunista, il PDL continua ad avere rapporti preferenziali con il mondo dell’economia e della ‘plutocrazia’ mentre le sinistre sembrano imbrigliate dal loro narcisismo.
Nel SUD e nel Centro Italia invece il problema della disoccupazione, della carenza di legalità e di un ceto politico che continua ad auto rigenerarsi e ad allontanare la gente dall’esercitare il proprio diritto al voto.
Il prossimo appuntamento elettorale saranno le politiche del 2013, e se non riuscirà a trovare una proposta politica affidabile e coesa, l’elettorato continuerà a non fidarsi e/o a votare un centro destra populista che, grazie allo spot elettorale “l’amore vince sull’odio”, un minimo di “fanta proposta” politica alla fin fine, al paese la propone. Ad maiora