Avanti della domenica

N. 9 del 4 aprile 2010

Ugo Intini - Apprendisti stregoni
domenica 4 aprile 2010


Contestare il bipolarismo per isolarne i due mali, dipietrismo e leghismo
Oppure
Apprendisti stregoni
Ugo Intini
Insistiamo da tempo su due punti che il voto purtroppo ha clamorosamente sottolineato.
Primo. Come diceva Nenni in francese, “c’è sempre un puro più puro che ti epura”. Lo ha ricordato il giorno dopo le elezioni anche Pier Luigi Battista sul Corriere della Sera. Gli ex comunisti si sono allevati il dipietrismo,che a sua volta ha cooptato il più puro De Magistris, e infine ha legittimato il purissimo “grillismo”. Il quale ultimo ha epurato il PD dal Piemonte,consegnandolo alla Lega.
Sul versante opposto, il Berlusconismo, per vincere,ha fatto ciò che Chirac e Sarkozy non hanno fatto. In Francia, una destra rispettabile ha preferito perdere le elezioni politiche (Chirac) e molte Regioni (Sarkozy) piuttosto che allearsi con la antipolitica e il razzismo di Le Pen. La destra italiana invece ha coccolato la Lega, che adesso è diventata egemone in tutto il Nord (meno la Liguria) e minaccia la leadership del PdL. Le due “anti politiche” speculari,di sinistra (si fa per dire) e di destra si sono dimostrate decisive e trainanti in ciascuno dei due poli.
Secondo. Ciò definitivamente dimostra quanto ripetiamo sempre meno isolati. Il bipolarismo all’italiana è un male per il Paese. Lo è perché a sinistra il dipietrismo mette in pericolo lo Stato di diritto. E perché a destra il Leghismo, in modo da domenica ancora più evidente, mette in pericolo l’unità nazionale.
Il bipolarismo all’italiana è un male ancora più grave per la sinistra, perché con questo schema non prevarrà mai. La destra infatti ha una forte personalità come Berlusconi che per il momento conserva tutti uniti, tiene a freno la Lega e vince (sino a che una Lega Sud, partendo dalla Sicilia, non farà esplodere il PdL e l’Italia). La sinistra invece non ha speranze. Si è allevata irreversibilmente il cancro giustizialista della antipolitica dipietrista. Sino a che dura lo scontro muro contro muro “destra-sinistra”, non può reciderlo, perché quel 6-10 per cento è numericamente indispensabile. Ma non può vincere senza reciderlo, perché il dipietrismo e il “grillismo” respingono il voto moderato degli ex democristiani e degli ex socialisti assolutamente indispensabile.
Gli interessi del Paese e della sinistra democratica, dunque, coincidono. Bisogna aggredire frontalmente giustizialismo dipietrista e separatismo leghista, contestare e destabilizzare il bipolarismo in nome della necessità di isolare questi due mali. Guardando a quelle forze,come l’UDC di Casini,che dal centro si propongono lo stesso obbiettivo.
Si troveranno alleati nuovi e persino insperati. Perché nella sinistra e nella destra molti capiscono ormai quanto sia costata cara a loro e all’Italia la viltà che li ha portati per anni a lisciare il pelo da una parte del dipietrismo e dall’altra del Leghismo, fingendo di non vedere quanto i due fenomeni fossero anomali e impresentabili, specialmente nel contesto europeo. Gli apprendisti stregoni pensavano con cinismo e demagogia di cavalcarli ,usarli e controllarli. Ma se li sono lasciati sfuggire di mano.