Tra i cosiddetti ‘piccoli’ partiti della sinistra, il Psi ha mostrato alle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo di essere il più vitale e quello meglio in grado di aggirare il più o meno voluto boicottaggio dei media. Dai dati finora disponibili risulta infatti che ai candidati del Psi sono andati più seggi dei candidati degli altri ‘piccoli’.
Nelle 13 regioni in cui si è votato i socialisti hanno visti eletti 14 consiglieri regionali contro i 13 del SeL, gli 8 della Federazione della sinistra, i 3 ciascuno di Api, Verdi e radicali.
Va anche sottolineato il significativo dato delle comunali di Venezia, dove il Psi si è attestato su un lusinghiero 3,8%. Alle provinciali dell’Aquila inoltre ha conseguito un buon 2,8%. Nel complesso, nelle regioni in cui era presente con il suo simbolo, Piemonte, Lombardia, Lazio, Umbria, Basilicata, Calabria, ha ottenuto l’1,76%, una percentuale comunque positiva se si tiene conto del dato della Lombardia che con il suo alto numero di elettori e gli scarsi voti ottenuti, ha sensibilmente abbassato il dato complessivo. Particolarmente brillante il risultato raggiunto in Umbria, Basilicata e Puglia. Quest’ultima regione da sola ha eletto cinque consiglieri.
I risultati regionali a pag. 4 (vedi Pdf)