Un centro-sinistra che tra sabato e lunedì si è trasformato in una sorta di agnello sacrificale, ferito dall’avanzata impetuosa della Lega e dalla politicizzazione del voto imposta dal Presidente del Consiglio. Nonostante un numero elevatissimo di astensioni e i sondaggi rassicuranti.
Nonostante il ‘governo delle promesse mai invecchiate’, i buoni auspici francesi e la mancata presentazione delle liste.
Dunque: ancora peggio.
Nonostante l’informazione televisiva abbia oscurato i partiti assenti dal Parlamento, mancando di applicare le norme sulla par condicio anche nel cuore della campagna elettorale, il PSI è in piedi.
E deve ringraziare soltanto i suoi figli.
Quattordici eletti nei Consigli Regionali con una percentuale in voti vicina al 2% (1,76%), il 3,8% nella città di Venezia – due eletti, determinanti nella vittoria di Orsoni (un cadeau per il compagno Brunetta) – ed il 2,8% alle Provinciali dell’Aquila. Un piccolo salvadanaio da mettere a disposizione di una coalizione rinnovata e competitiva e intanto della verità.
Cominciamo dalla verità.
Il PSI eguaglia SeL ed elegge più consiglieri di Rifondazione-Pdci, dei Verdi e dei Radicali, dell’API di Rutelli e dell’Udeur.
Una piccola soddisfazione, l’inversione di un trend negativo che durava dai mesi precedenti la ‘costituente’ del 2007.
Buoni risultati al Centro ed al Sud, un radicamento invidiabile in alcune province, da Caserta a Cosenza, da Perugia a Foggia ad Ancona alla Basilicata intera. Crescenti difficoltà in un Nord da cui la sinistra è scomparsa. Partiti senza diritto di cittadinanza nelle terre infeudate dalla Lega e da C.L.
Il problema dei problemi.
Un nuovo cantiere. Una rivoluzione nei programmi e nelle alleanze. Un ‘predellino’ rovesciato hic et nunc. Per vincere le Politiche che verranno.
Statuto dei Lavori che tuteli atipici e mondo del commercio e dell’artigianato, una voce nuova in tema di sicurezza, uno stato sociale orientato verso gli individui in condizione di bisogno - giovani ed anziani innanzitutto – dentro principi orientati dal merito, dall’inclusione, dalla sobrietà.
E un’alleanza che finisca dove si alzano le urla dei ‘grillini’, degli antagonisti e dei populisti. Oltre Piazza del Popolo, aperta al laico Casini e con un leader riconoscibile.
E’ quello che il PSI farà preparando il suo Congresso, in omaggio alla Terza Repubblica per la costruzione della quale converrà muoversi in tutta fretta.
In piedi.