Avanti della domenica

N. 8 del 28 marzo 2010

FGS, il futuro socialista
Giuseppe Potenza - Elezioni universitarie: votare, votare, votare
domenica 28 marzo 2010

In questi giorni, seppur in piena campagna elettorale per le regionali, non possiamo trascurare un appuntamento importante per noi giovani socialisti, anzi direi per noi giovani. Si tratta delle elezioni per il rinnovo della rappresentanza studentesca nei vari organismi universitari, dai consigli di facoltà ai consigli di ateneo, fino ad arrivare al CNSU. Queste elezioni vedono ad oggi una partecipazione limitata da parte degli aventi diritto e così molto spesso i rappresentanti eletti si trovano ad essere accusati di rappresentare più o meno loro stessi. Un’osservazione ineccepibile. Occorre dunque invertire questo trend. Perché e come farlo? Il primo obiettivo da raggiungere credo sia quello di dar vita ad una reale rappresentanza degli studenti, sia negli organi accademici, sia verso le istituzioni (penso ai quartieri, alle città, alle regioni e al Parlamento). Il secondo obiettivo credo debba essere proprio quello di creare, partendo dalle università, un movimento generazionale che torni ad occuparsi di politica, delle istanze vissute dai tanti outsider che come noi vivono le condizioni del bisogno senza essere realmente valorizzati per i meriti che acquisiscono. Sul come, la questione va analizzata su due livelli differenti: un livello maggiormente organizzativo, un secondo prettamente politico.Si potrebbe lanciare una specifica campagna sul web volta ad incentivare l’interesse verso le problematiche che attengono l’università. Andrebbe inoltre inviata una lettera al Presidente della Repubblica affinchè si faccia promotore di un appello rivolto agli studenti universitari, per la partecipazione democratica nei vari atenei. Il ruolo di noi giovani socialisti, su questo piano, dovrà essere quello di compattare le forze di centro-sinistra in tutta Italia affinché, uscendo dalle logiche di piccolo cabotaggio, si riesca a dimostrare come le nuove generazioni siano capaci di avere una voce propria e che è possibile, nel nostro alveo di riferimento, un modo diverso di far politica.