Avanti della domenica

N. 8 del 28 marzo 2010

Il sondaggista e la campagna elettorale
Ilaria Tana - Luigi Crespi: L’astensionismo ci sarà, ma non sarà allarmante
domenica 28 marzo 2010


"Nei cartelloni che invadono le città durante la campagna elettorale la politica sembra confondersi con la pubblicità. Ma la politica non è un prodotto; non la si compra, la si sceglie”.
Ad affermarlo è Luigi Crespi, sondaggista e direttore di Data Media, istituto leader nel campo delle rilevazioni di mercato.
La politica ormai è divenuto un ‘prodotto’ da pubblicizzare?
“Una differenza tecnica tra i due mondi non esiste. Entrambi, slogan politici e pubblicitari, evidenziano una sintesi di un prodotto e, nel caso della politica, il prodotto va inteso come il  messaggio che un candidato vuole esprimere. Non si tratta di una differenza nelle tecniche adoperate, ma nel contenuto. Tuttavia appunto pensare alla politica come un prodotto è sbagliato e soprattutto limitante. Nessuno compra la politica, il ‘prodotto’ politico va scelto, non acquistato. E’ una questione di approccio differente. Diciamo che se si vuole pensare ad un paragone, i cartelloni in campagna elettorale anziché alle pubblicità si avvicinano di più alle campagne istituzionali’’.
Ma dagli slogan si può identificare una precisa idea politica, di destra, di sinistra o di centro?
“Teoricamente sì. In termini di linguaggio il messaggio espresso – lo slogan – dovrebbe essere una sintesi che venga supportato iconograficamente o identificandosi in precisi processi culturali. C’è un preciso linguaggio di appartenenza a cui i partiti, per coerenza, dovrebbero rifarsi’’.
Esempi in questa campagna?
“In questa ultima campacgna elettorale non ho visto slogan o claim – il richiamo pubblicitario che si vuole dare – degni di questo nome. La Polverini ha sbagliato sia simbolo, che non è coerente con la sua politica, sia slogan, il suo ‘con te’, non vuole dire assolutamente nulla. Sembra solo che serva a riempire spazio. Quella della Bonino rispetto alla Polverini è più coerente, ma si poteva fare sicuramente di più e meglio. Devo invece dire che la campagna di Brunetta è più azzeccata, non ha usato nessuno slogan, ha deciso di puntare solo sulla propria immagine”.
Per quanto riguarda invece i sondaggi sulla prossime elezioni, si dice che sia previsto un alto livello di astensionismo. E’ vero?
‘’Io non mi associo assolutamente a questo panico di partecipazione. Ci sarà sì una flessione, ma non credo che sia davvero significativa. Scenderemo penso sotto al 70%, una flessione di 4 o 5 punti. Non è poco, ma nemmeno allarmante come dicono’’.