Come si presenterà il Psi a queste elezioni regionali?
“Il Partito socialista italiano si presenta col proprio simbolo, le proprie idee, i propri candidati e candidate ovunque in Italia. Nella metà delle regioni saremo da soli, nelle altre in alleanza con partiti del centrosinistra, ma sempre con le nostre idee e la nostra autonomia.
Con delle proposte programmatiche comuni per tutte le regioni?
“Sì, tre in particolare. La prima è per la riduzione delle indennità, degli stipendi agli eletti nei consigli regionali e nelle giunte con l’obiettivo di tornare alla misura minima del 1970. La seconda riguarda le bollette dei servizi; acqua, luce, gas. Vanno rese più leggibili ma soprattutto vanno tagliate eliminando i costi impropri che ora gravano sui consumatori. La terza proposta è per il rispetto pieno della parità di genere. Vogliamo che a uomini e donne siano offerte le stesse opportunità, ovviamente legate al merito, di accedere agli incarichi pubblici”.
Cosa pensano i socialisti della crisi economica e cosa si può fare per aiutare gli italiani a farvi fronte?
“Come dice la Confindustria, l’Italia esce da questa crisi con la maglia nera della crescita e dello sviluppo. Maglia nera per non aver difeso i salari, siamo ultimi in Europa. Bisogna fare soprattutto due cose: la prima è difendere la piccola e media impresa, l’impresa artigianale e familiare. Senza queste imprese in Italia non c’è produzione di ricchezza. La seconda, tutelare, proteggere, prevedere, ammortizzatori sociali per chi si trova in una condizione di bisogno, per chi aveva un lavoro a tempo determinato e lo ha perso senza avere la possibilità di far sentire la sua voce”.
I socialisti in televisione sui giornali si vedono poco, quasi per niente. Cosa ne pensi della Par condicio e delle polemiche sulla sospensione dei talk show?
“Per essere in televisione ormai bisogna ricorrere alle denunce. Noi abbiamo denunciato questa situazione all’Agcom, insieme ai partiti medio piccoli, ed è solo grazie a queste denunce che si è riaperto qualche spazio. Mi dispiace che alcune trasmissioni siano state interrotte. Ma non ci piango. E’ la stessa storia dei film western con John Wayne, si parlava sempre di cowboy e mai di indiani”.
Molto spazio invece è dedicato alla questione delle intercettazioni. Che fare, consentirle comunque, sempre e per tutti?
“C’è stato un eccesso negativo. Bisogna consentire l’intercettazione, ma va separato il personale e ciò che non è penale, da quello che ha un effetto per l’inchiesta . I quotidiani non devono pubblicare, le riviste non devono pubblicare ciò che con l’inchiesta non c’entra, che non ha rilevanza penale.”