Avanti della domenica

N. 7 del 21 marzo 2010

Angelo Sollazzo - Una maggioranza in lotta contro le regole
domenica 21 marzo 2010



Nessuno che ricordi, negli ultimi cinquanta anni di vita democratica del Paese, il tentativo maldestro di mettere in discussione  i termini e le modalità tecniche della materia elettorale.
Di riforme elettorali ne abbiamo avute più di una, di passaggi da un sistema ad un altro ve ne sono stati parecchi, di interpretazione della legge elettorale abbiamo a lungo discusso e litigato, ma su un aspetto  vi è stata piena  condivisione, ultradecennale, e cioè sulle scadenze e sui sistemi di presentazione delle liste entro i termini prestabiliti.
Le regole sono chiare sui numeri e sulla raccolta delle firme, sull’ora e sulla data di scadenza di presentazione delle liste. Allora di che si lamenta il centrodestra?
È facile obiettare che la scelta di dilettanti per la presentazione delle documentazioni necessarie non può essere addossata al centro-sinistra.
Risulta evidente che si è tentata una manovra di cambiamento in corso d’opera che non è riuscita per la presenza sul posto di esponenti di altri partiti, a cominciare dai compagni De Rosa e Di Tommaso.
Berlusconi parla di assalto alla democrazia, di impedimento dell’espressione di voto alla maggioranza elettorale.
Non si comprende come mai  Berlusconi si dice certo di qual è la maggioranza, visto che ancora non si sono svolte le elezioni, qual è l’attentato della sinistra se il problema consiste in un loro autogol, in barba alla tanta sbandierata efficienza e capacità manageriale del berlusconismo.
Insomma la cosa più grave consiste nel fatto che il Capo del Governo chiama a raccolta i suoi sostenitori per protestare contro l’applicazione di una legge dello Stato.
Si rifiuta una regola da sempre condivisa e si vuole addossare agli altri la propria responsabilità. Questo è un motivo che ritorna nelle esternazioni del premier. Basti ricordare quando mostrava comprensione per le evasioni fiscali e quando invitava a disattendere obblighi normali per cittadini come quelli di pagare le utenze per i servizi ricevuti.
Siamo al colmo. C’ è un’ idea strana  della democrazia in seno al centrodestra.
Il fatto più grave è che si appalesa chiaramente la concezione proprietaria della politica e dello Stato.
È giunto il momento di tornare alla politica mandando a casa Berlusconi e la sua cricca.