Avanti della domenica

N. 7 del 21 marzo 2010

Alberto Benzoni - Piazze senza ragione
domenica 21 marzo 2010



“Manifestare”, lo dice la parola stessa, significa rivelare all’esterno, a livello individuale o (come nel caso nostro) collettivo, passioni, bisogni, richieste, sentimenti o anche proposte e/o linee di azione.
Sempre nel nostro caso, una grandissima parte del popolo italiano (anche se non la maggioranza; e la precisazione non è di poco conto) nutre un’avversione profonda per Berlusconi, quasi sempre a ragione e ha, appunto, un costante bisogno di manifestarla.
In questo senso, l’incontro di sabato 13 marzo è stato un successo. La gente sentiva il bisogno di scendere in piazza; e questo bisogno è stato soddisfatto. Ma ad una condizione paradossale: che l’incontro non avesse alcun significato politico!
Vediamo quali potevano essere: il ritorno dell’Unione? Non se ne parla proprio. Lo schieramento che batterà il Cavaliere non è stato ancora trovato; ma non sarà comunque quello del 13 marzo.
La lotta per la democrazia contro il novello Benito e i suoi “oggettivi” complici presidenziali? Accantonata per ragioni di opportunità in attesa di essere esaminata nel merito. Più in là.
La difesa delle regole? Vedi paragrafo precedente. In ogni caso una piattaforma troppo blanda per riscaldare la piazza. Dopo tutto, i garanti delle regole, in materia elettorale avevano già svolto egregiamente il loro compito.
La proposta di alcune idee forza comuni, magari in vista delle prossime regionali? Non era né il tempo né il luogo. E allora? E allora si è manifestato per manifestare. E tanto valeva, allora, non manifestare affatto.
E questo vale, naturalmente, anche per il raduno berlusconiano. Forse più numeroso (e allora?), ma sicuramente ancora più insignificante.