Avanti della domenica

N. 7 del 21 marzo 2010

Giuseppe Tamburrano - Finita la politica, la democrazia è finta
domenica 21 marzo 2010


Si dice che la democrazia è “a rischio”. Io sono più pessimista: la democrazia da noi non ha più sostanza e noi la viviamo ormai come un rito vuoto. Non vi è dibattito politico e cioè confronto di idee e programmi e decisioni. Prendiamo la campagna elettorale regionale. E’ stato ripristinato il dibattito televisivo, ma è certo che esso riguarderà scandali e “rivelazioni” e diatribe sulla regolarità della presentazione delle liste. La comunicazione con gli elettori è costituita solo dai costosissimi manifesti: ma tutti esibiscono faccioni di candidati e slogan tipo: “Sicuramente con te”: “Vivere insieme è un fatto”; “Io ci sono”; “Di casa, di persona, di cuore, di mischia”. E mi fermo. Purtroppo i più insignificanti sono i manifesti dei candidati del PD, IDV, ecc. Qual è il bilancio della giunta uscente? Merita fiducia? Qual è il programma delle altre liste? Nessuno ne parla. Dunque il presupposto del voto: conoscere per giudicare è inesistente.
Ci sono i giornali. Ma io li trovo riempiti da scandali, gossip, retroscena, cronaca nera, “fatti diversi”, divagazioni, cultura di evasione e soprattutto dai problemi giudiziari di Berlusconi. Come mi faccio un’idea sui programmi e votare consapevolmente?
Dunque la nostra “democrazia” non è un sistema che favorisce l’impegno singolo e collettivo per far valere soprattutto col voto idee, valori, progetti, programmi, bisogni, aspirazioni, ecc. ecc. Al centro, come sui manifesti, vi sono persone, in grande maggioranza non qualificate da titoli, gruppi legati da interessi.
Ci è rimasta la libertà. Ma senza una operante democrazia che cos’è la libertà? Quella politica? Ma dove sono i partiti come sono definiti dall’articolo 49 della Costituzione? La libertà di stampa? Ma si è detto prima dei giornali. La libertà della rappresentanza? Ma s’è visto a che cosa si è ridotta. Le libertà positive sono elementi della democrazia: simul stant, simul cadent. Siamo liberi di adire i tribunali? Ma per avere giustizia (?) dopo decenni. Godiamo della libertà religiosa, ma la chiesa cattolica usa un regime di privilegio.
Certo noi “godiamo”, seppur con i limiti imposti dalla burocrazia, di libertà negative indicate nella prima parte della Costituzione. Ma sono libertà di farci gli affari nostri, compreso il diritto di sciopero: libertà che in uno stato senza democrazia rischiano di essere fondamento di individualismo e di corporativismo, di egoismo e di deresponsabilizzazione. Ed uno stato è democratico quando è partecipato, e la rappresentanza funziona: e un “plebiscito di ogni giorno” come dice Renan.
In questo quadro si inserisce il tema del socialismo che è sinonimo di una società ove viva la democrazia a tutti i livelli e ampie e sicure siano le libertà positive dei cittadini. E’ morto anche esso?
Di fronte al collasso del comunismo e al fallimento del mercato le nostre idee hanno vinto, ma i nostri uomini hanno fallito.
Grandi, terribili sono i problemi del mondo che richiedono soluzioni ispirate al socialismo e sempre più potenti sono le tecnologie da porre al servizio di quelle soluzioni: ma il socialismo non c’è. Abbiamo conosciuto una speranza: Obama. Ci è sembrato una stella, rischia di essere una meteora. Eppure! La Storia non è finita, un mondo migliore è possibile. Chissà?! Alle elezioni regionali francesi i socialisti hanno conseguito un successo; in Germania i socialdemocratici all’opposizione potrebbero riunificarsi con la sinistra. Chissa! La speranza è dura a morire.