Avanti della domenica

N. 6 del 14 marzo 2010

Barbanera - Il Palazzo
domenica 14 marzo 2010

Avrei voglia di tacere, per non fare sfracelli. Ma sono così incazzato che non posso stare zitto. Il Decreto salva PDL è una vergogna.
Berlusconi, insieme alla Polverini, a Formigoni e alla corte di imbroglioni che ha intorno, si sarebbe mai mosso per ripescare un piccolo partito che non fosse riuscito a presentare le liste? Certamente che no. E nessuno, dico io, giustamente si sarebbe meravigliato. Perché se uno sbaglia, sbaglia. Piccolo o grande che sia. Dovrebbe essere così per tutti in democrazia. Ma qui sta il punto. Aveva iniziato la Polverini a dire che non si può tenere fuori dalla competizione elettorale un grande partito. Una strana concezione della democrazia, evidentemente. Ma la cosa più grave è che nella stessa direzione si è mosso il Quirinale. A giustificazione della firma sul Ddl vergogna ha dichiarato: “Non si può escludere il maggiore partito”. Ma di questo passo si potrebbe a breve avere una legge elettorale che regola diversamente gli obblighi per i piccoli partiti rispetto ai grandi. Ma vi sembra logico? Anzi. Vi sembra democratico? A me non sembra?
Già le leggi elettorali sono uno schifo. Figuriamoci una dichiarazione esplicita che i grandi partiti sono democraticamente diversi dai piccoli. Ma dove siamo finiti? Si voleva salvare capra e cavoli? Allora si rinviava tutto a giugno. Ma un decreto interpretativo a posteriori, che salva qualcuno senza consentire ad altri, ai Radicali, ai Socialisti e Verdi per esempio, di ritornare in pista là dove non sono riusciti a raccogliere le firme, è veramente il massimo. I socialisti hanno annunciato un ricorso alla Corte, che si pronuncerà senz’altro dopo il 29 marzo.  Ma se la Corte dovesse dargli ragione, gli eletti non saranno più eletti, ve lo immaginate? Allora Berlusconi con la copertura del Quirinale farà un altro decreto per salvare il diritto di voto di chi a qual punto avrà già votato? Se si tratta di salvare i suoi lo farà senz’altro. E poi, se il decreto per mille ragioni non verrà convertito dal parlamento? Tutti a casa un’altra volta? Insomma ci siamo infilati in un bel casino. Una cosa è certa, Pertini quel decreto non lo avrebbe mai firmato. E nemmeno io se fossi Presidente della Repubblica.

Barbanera