Avanti della domenica

N. 20 del 27 giugno 2010

Lettere
mercoledì 23 giugno 2010

Questione settentrionale, quello che non si vuole capire

Se la sinistra in genere, ed il PSI non fa eccezione, al nord prende pochi voti sta nel fatto che l’elettorato, anche di sinistra, della quattro regioni del nord che da sempre sostengono maggiormente lo Stato italiano cioè Piemonte. Lombardia, Veneto, Emilia Romagna si è stancato di farsi spremere senza vedere risultati soddisfacenti.
Il Federalismo si realizzerà non solo e non tanto perché lo vuole la Lega ma perché, sotto sotto, al nord lo vogliono tutti sia a destra che a sinistra.
Gli scandali nazionali si tratti del G8 della Maddalena, della sanità al sud, indipendentemente che le regioni imputate siano governate dalla destra o dalla sinistra, confermano sempre più questa convinzione assai diffusa anche nell’elettorato antiberlusconiano. Quello che anche all’interno del PSI non si vuole capire è che l’articolazione istituzionale su cinque livelli (Comuni, Province, Regioni, Stato, Europa) significa cinque finanziarie. Costa troppo, produce burocrazia parassitaria, rallenta ogni cosa. Sarebbe il caso che il PSI riflettesse veramente sulla abolizione delle Province e sull’unione dei piccoli Comuni.
Solo su questo terreno la Lega andrebbe veramente in difficoltà.
Se il PSI non riesce più a fare presa sull’elettorato indubbiamente ci sono state e ci sono forti volontà esterne perché questo accadesse, ma anche le nostre colpe sono significative e determinanti.


Giuliano Romani