I socialisti, promotori di una nuova identità civica degli italiani, si sono recati a Pontida il 5 giugno 2010, alle radici del lungo e tormentato percorso che, nei secoli, ha portato all’Unita’ d’Italia. Pontida è l’inizio del cordone ombelicale della identità italiana che dal medioevo fino al risorgimento ed oltre porterà nel 2011 la nostra nazione a Teano per celebrare i 150 anni dello Stato italiano.
Pontida, quindi, non è il sito simbolico carpito dagli ignavi seguaci di Bossi, i quali ignorano il risorgimento civico e politico che sta investendo una nazione rassegnata, la quale sta perdendo orgoglio, vigore e memoria. Grandi battaglie aspettano un piccolo partito come il Partito Socialista italiano, custode e portatore di valori universali come il diritto alla libera espressione del pensiero, di condurre azioni di civiltà anche se piccoli ed ancora capaci di volare alto. La trasferta di Pontida racchiude anche il senso del prossimo congresso nazionale del PSI a Perugia: la riscossa. Mai come oggi, dall’infausto anno 1993, sono stati maturi i tempi della riscossa socialista per la convergenza centripeta di governo alla quale il Psi si richiama da sempre.
Quindi a Perugia avanzeranno un progetto fondativo con nuova linfa vitale organizzativa ed elettorale da riconquistare con idee propositive e solidali. I tempi sono necessariamente brevi e contingentati dall’avvento delle elezioni politiche del 2013, per questo i socialisti lanciano un messaggio dai contenuti molteplici: prepararsi al meglio restando ciò che siamo, consci che ancora oggi è attuale il motto: noi non siamo né di destra né di sinistra, noi siamo socialisti. Occorre riguadagnarsi dignità e fiducia smarrite, rimeritare il voto elettorale e superare l’anomalia dell’area socialista, la quale dal 1994, con l’aggravio dell’assenza del voto di preferenza e con la strumentalizzazione del “voto utile”, si ridusse all’1% di voti elettorali alle politiche del 2008, senza parlamentari. Non va sottaciuto che con la “porcata” di quelle elezioni il Pd non indugiò ad accordarsi con il centro-destra per l’introduzione dello sbarramento del 4% anche alle elezioni europee e regionali, provocando il tracollo socialista.
Che fare quindi? Per superare quest’anomalia e ricondurre al Psi una buona parte dell’area riformista passata improvvidamente nel Pdl, nel Pd ed in altri schieramenti di maniera, urge essere protagonisti per una nuova stagione politica con l’antica identità del garofano di Bettino Craxi. Vedremo a Perugia se il “richiamo” dei socialisti riformisti dagli altri versanti politici, nonché tra gli astenuti alle urne elettorali daranno al Psi una nuova immagine, nell’ambito del Pse e dell’Internazionale Socialista, con una ragionevole previsione di crescita elettorale. L’anomalia del socialismo milanese richiede un’analisi sociologica appropriata, la cosiddetta “Milano da bere” degli anni 80 era ricca di socialisti che sapevano, in tutte le competizioni politiche, mostrare una forza inconsueta e preminente rispetto ad altre realtà nazionali. Oggi la spinta propulsiva ed aggregante di Bettino Craxi si è frantumata in mille rivoli senza che nessuno, nemmeno i suoi figli, si sia fatto carico di ricomporla.
Auspico che a Perugia possa nascere una nuova primavera socialista che abbia l’identità antica di Filippo Turati, di Pietro Nenni, di Sandro Pertini, di Bettino Craxi e sappia dire sì al futuro dell’Italia. Ai compagni ed agli amici sedicenti riformisti socialisti, rifugiatisi dal 1994 in poi nei partiti ostili al PSI, rivolgo un appello: non mascherate la vostra identità politica dicendo di essere tutt’ora socialisti, abbiate la dignità morale di dire che fuori dal Psi siete “nessuno”, ovvero sebbene siate per definizione “riformisti”, certamente altrove non siete socialisti.
Perugia vedrà nascere un patto fondativo per il Psi rafforzato da un possibile progetto per l’Italia. Il progetto scaturirà da una libera tribuna, quella delle tesi congressuali e verrà prioritariamente rivolto ai giovani, giovani nati nell’era del “craxismo” ma che oggi vogliono riallacciarsi alla idea ed agli ideali del socialismo democratico e cattolico, consci che la sommatoria di una storia centenaria non può essere ripiegata in nessuna delle forze politiche che sono nate dopo il 1993 in antitesi col Psi.