Avanti della domenica

Articoli N. 16 del 30 maggio 2010

I giovani, i veri fantasmi del mondo del lavoro
Vincenzo Iacovissi - Uno Statuto anche per i precari
mercoledì 26 maggio 2010
Nei giorni scorsi si è assistito a varie iniziative di commemorazione dello Statuto dei lavoratori, vera conquista di civiltà ottenuta con l’approvazione della Legge 20 maggio 1970, n. 300. Dinanzi all’importanza di un simile evento per il progresso della condizione di milioni di lavoratori nel nostro Paese, appare impossibile non nutrire sentimenti di esultanza e ferma condivisione anche per chi, come il sottoscritto, sarebbe nato solo nel decennio successivo a quelle “radiose giornate” del maggio 1970. Ebbene, è giusto, adesso, confinare il tutto in una celebrazione fine a se stessa? Certamente no, poiché l’epoca contemporanea impone misure di urgenza a salvaguardia della situazione lavorativa, e non solamente sotto il profilo retributivo. In una fase recessiva come quella che stiamo vivendo, nell’era della flessibilità del mercato del lavoro trasformata in perenne precarietà del lavoratore, le prescrizioni statutarie del 1970 paiono non pienamente adeguate al nuovo contesto, postulando un aggiornamento che sappia tener conto delle sopravvenute esigenze della manodopera del XXI secolo. Per ovviare alle inevitabili lacune in materia di disciplina del rapporto di lavoro sarebbe auspicabile, proprio in coincidenza con l’anniversario ricordato, sviluppare una seria discussione sulle possibilità di adottare uno Statuto ad hoc per i giovani precari, la categoria più sensibilmente colpita dalla crisi e più esposta alle carenze di tutela. È bastevole ricordare, a tal proposito, la disparità di trattamento conosciuta oggi dal lavoratore a termine rispetto a quello a tempo interminato in materia di licenziamento; per non parlare, poi, della condizione dei moltissimi “collaboratori a progetto” che, seppur formalmente inquadrati in formule di parasubordinazione, svolgono, in realtà, attività subordinata senza le tutele assicurate ai lavoratori dipendenti tout court, come la sospensione retribuita del rapporto di lavoro in caso di malattia, infortunio, maternità e così via, denegata ai primi e riconosciuta – giustamente – ai secondi. I giovani precari della fascia under 40 sono, infatti, i veri fantasmi del mondo del lavoro: si sa che ci sono e che operano nell’interesse di imprese pubbliche e private, ma la legge raramente si preoccupa di loro. Ecco perché, dopo le opportune celebrazioni per ciò che la lotta sindacale e politica ha già conquistato, sarebbe bene che analogo interesse venisse profuso per dare dignità a coloro che la meritano: uno Statuto per i giovani precari potrebbe essere il primo passo.

Vincenzo Iacovissi