Avanti della domenica

N. 5 del 7 marzo 2010

Barbanera - Dal Palazzo
domenica 7 marzo 2010

Il primo marzo sciopero in tutta Italia dei cittadini immigrati con una piattaforma rivendicativa abbastanza semplice: basta alle campagne xenofobe; vogliamo un’Italia accogliente; chiediamo che i permessi di soggiorno siano rilasciati entro i venti giorni dalla richiesta; i cittadini che nascono in Italia devono essere cittadini italiani; pretendiamo che in Italia siano rispettati i diritti umani.
Al mio indirizzo di posta elettronica sono pervenute per conoscenza alcune mail.
La prima: “Non ho capito i motivi dello sciopero. Francamente credo si debba cominciare a parlare non solo di diritti (che gli stranieri hanno) ma anche di doveri.
Per quanto mi riguarda, dopo aver avuto come inquilini - con regolare contratto registrato e prezzo estremamente contenuto - cittadini stranieri di varie nazionalità che mi hanno sistematicamente distrutto la casa e non hanno pagato l’affitto, ti dico che sarò a Brescia alla manifestazione, ma nella contro manifestazione… Diritti? E i nostri? …
Ma un amico risponde: “Mi spiace che hai trovato degli inquilini così maleducati e forse anche un po’ delinquenti, ma credimi ce ne sono anche di italiani cosiffatti. E comunque il padrone di casa non è obbligato ad affittare il proprio appartamento a cittadini di cui non ha referenze sicure, italiani o stranieri che siano. Io ho una filippina da vent’anni e non posso che essere soddisfatto della sua totale onestà, compresa quella della sua numerosa famiglia che spesso la sostituisce se ci sono problemi. Vivo in un palazzo decoroso. Sul mio pianerottolo si affaccia un appartamento affittato a cittadini dello Sri Lanka, e ti assicuro che rispetto ad una famiglia di Comunione e Liberazione che abita sotto di me, altrettanto numerosa, i negretti sono senz’altro più educati e silenziosi.”