Avanti della domenica

N. 4 del 28 febbraio 2010

Barbanera - Dal Palazzo
domenica 28 febbraio 2010

A Sanremo con il “popolo sovrano” di Antonella Clerici, munito di televoto, è successo un disastro. Se si fosse ricorso alla vecchie giurie di esperti e persino alle giurie popolari scelte con qualche criterio, in finale il principe Emanuele Filiberto non ci sarebbe mai arrivato e Scanu non avrebbe vinto. Se a decidere è il televoto, in finale ci arrivano tre che in televisione ci sono stati e sono ormai arcifamosi al pubblico televisivo. Non è un caso che i tre finalisti hanno tutti la stessa caratteristica. Uno è stato un big di Ballando con le stelle, uno di X Factor e l’altro di Amici. Parafrasando con la politica, se radicali, socialisti e verdi fossero stati chiamati a ballare e a cantare anche loro, le elezioni potrebbero vincerle e sarebbero riusciti ovunque a raccogliere le firme necessarie per presentare le proprie liste in tutte le province. Scusate ma non riesco a non parlarvi anch’io di Sanremo. Insomma, la serata è stata istruttiva anche sul piano politico. Antonella Clerici sembrava il Pippo Baudo della seconda repubblica. Bersani è andato nella platea di Berlusconi per accattivarsi l’avversario, ma è stato fischiato e sostanzialmente zittito. Pupo, guardando negli occhi Emanuele Filiberto, ha messo in discussione il capo XIII delle Disposizioni transitorie della Costituzione, perché il rampollo di casa Savoia avrebbe dovuto, secondo lui, venire in Italia già da bambino. Poverino, che colpa aveva? E in famiglia tutti ci siamo detti che forse previdenti in tutto, i costituenti non avevano previsto che, oltre ad impedire ai discendenti di Casa Savoia la possibilità di ricoprire incarichi pubblici ed elettivi, bisognava impedirgli a vita di mettersi a cantare in pubblico e soprattutto al festival di Sanremo. Togliatti non immaginava che saremmo arrivati a tanto. Ma sorge un dubbio ancora più grande. Non è forse il caso di lasciare decidere le sorti della politica e i risultati elettorali ad una giuria di esperti? Evitando di dare al “popolo sovrano” il diritto di scegliere i propri rappresentanti.