Avanti della domenica

N. 4 del 28 febbraio 2010

Enzo Ceremigna - Il lavoro, cardine del progetto socialista
domenica 28 febbraio 2010

Il tema dell’occupazione è tornato drammaticamente d’attualità. Lo segnalano i dati statistici (i peggiori dagli anni ‘60) ma soprattutto lo confermano le situazioni concrete in cui si trovano non soltanto le grandi imprese industriali quanto, in particolare, la media e la piccola impresa che notoriamente rappresentano il polmone occupazionale largamente predominante nella nostra società. Il fenomeno – guardando non solo all’Italia, ma all’intero occidente industrializzato – è tutto meno che congiunturale. Sono gli effetti perversi della crisi esplosa clamorosamente un anno e mezzo fa che – nel suo evolversi – fa venire alla luce una serie di nodi strutturali che risultano ben lungi dall’essere sistematicamente affrontati sia in Europa, che in Italia. In questo senso è oggettivo prevedere che non solo non “siamo fuori dalla crisi”, ma anzi che il suo peso sulla condizione generale dei lavoratori e del paese sia destinato ad intensificarsi. Ciò fa emergere in modo sempre più evidente che le risposte finora venute dal governo Berlusconi sono largamente insufficienti e soprattutto ben lontane dall’essere risolutive. Si tenta di navigare a vista, di rattoppare alla meno peggio le emergenze e, per quanto si voglia non essere prevenuti, si fa una fatica tremenda a scorgere qualcosa di organico, di sinergico, nei provvedimenti che di volta in volta vengono adottati. Basta, per questo, valutare il contenzioso che si è aperto nel giudizio da dare alla politica di incentivi all’auto. Per noi socialisti non si tratta di farne una questione di principio, dell’essere acriticamente a favore o contro. Il punto fondamentale è valutare entro quale disegno, quale progetto di politica industriale venga a collocarsi una politica di incentivi e di stimoli alla ripresa. E’questa capacità di “visione” complessiva che manca; è un tavolo nel quale chiamare a confrontarsi sulle modalità strategiche di ricostruzione dello sviluppo i protagonisti del processo economico, le forze politiche, gli interlocutori sociali, un tavolo che risulta tanto indispensabile, quanto incredibilmente assente. E da parte del governo si continua su una linea autoreferenziale – di orgogliosa, quanto mal riposta autosufficienza – che non potrà che produrre un falso sollievo nell’immediato senza lasciar intravedere squarci di luce per il futuro. Noi socialisti – nella prossima conferenza programmatica fissata per il 27 febbraio – ci misureremo anche su questa problematica. Per noi la centralità del lavoro quale cardine attorno al quale far ruotare l’intero processo economico e le sue necessarie articolazioni, resta un punto di riferimento fondamentale, tale da connotare e caratterizzare un impegno riconoscibile nel centro sinistra e nell’intero quadro politico italiano.