Facili profeti! Da un decennio sosteniamo che l’Italia vive di una transizione infinita dominata da una crisi di valori e dalla tendenza alla accelerazione costi quel che costi, il tutto bagnato nelle acque limacciose dell’antipolitica e della deregulation. Facili profeti! Scrive la Corte dei Conti che la corruzione è aumentata del 229% e si sono moltiplicate le opere pubbliche incompiute, non-luoghi che prima o poi troveranno diritto di cittadinanza nei testi di storia dell’arte. Con alcune novità rispetto al passato. L’intreccio burocrazia-impresa prevale quasi sempre sull’antico primato della politica, asservita ai nuovi signori. L’interesse generale soffre più di quanto non abbia sofferto all’inizio degli anni ’90 perché alla pur consunta cornice di partiti e istituzioni si è sostituito il nulla. Terzo: gli arbitri individuali padroneggiano in una avvilita etica pubblica. In ultimo: le nuove leggi elettorali comunali e provinciali elevano sindaci e presidenti al rango di potenti ‘signori’ rinascimentali. Alle cause storiche, dunque, dalla Controriforma che rende impossibile l’Illuminismo alla atavica ‘carenza di Stato’, si sommano oggi fattori nuovi, il frutto maligno di anni che anziché affrontare i problemi li hanno incancreniti. E’ dalla politica che bisogna ripartire. Senza vergogna. Alla politica come scelta di vita, come casa delle passioni e delle emozioni, come rifugio prediletto di ideali, come dimora prediletta del servizio allo Stato. Senza farsi irretire da chi ritiene che la ‘tecnica’ e l’economia siano superiori alla politica. Ed infine alle riforme irrinunciabili. Ne indico tre. Almeno tre. Legge sulle lobbies: al centro e nelle periferie, censire gli incontri pubblici, favorire la eguale partecipazione di tutti i corpi collettivi alla formazione di leggi e provvedimenti, portare alla luce le relazioni con la pubblica amministrazione. Riforma dei servizi pubblici locali: gare aperte e trasparenti e relativo abbattimento delle trattative private ( nel 2008 hanno registrato un raddoppio!), ritorno ai concorsi di progettazione (in Spagna, Francia e Germania costituiscono la base del processo di trasparenza) e rotazione obbligatoria tra gli alti dirigenti della P.A. ogni x anni. Riforma della legge elettorale per riconsegnare a elettrici ed elettori almeno il potere di scegliere i parlamentari. Quattro sassolini da togliersi dalle scarpe. Subito.