Avanti della domenica

Articoli N. 16 del 30 maggio 2010

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Quello che non vi hanno detto di noi
mercoledì 26 maggio 2010
Contro la crisi politica primarie e voto a 16 anni "Voto ai sedicenni nei quartieri e nelle circoscrizioni, riforma della legge elettorale per restituire agli italiani la facoltà di scegliere i loro rappresentanti, primarie per la selezione della classe politica, nuove forme di partecipazione". Sono questi gli 'antidoti' per risolvere "la crisi delle forme tradizionali di democrazia oramai in atto in tutto il mondo", secondo il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini, intervenuto nel corso di una lezione alla facoltà di Scienze Politiche di Firenze. Per Nencini "la società della conoscenza mette in crisi la politica tradizionale e le ideologie che avevano caratterizzato il Novecento" ma "il nuovo modello di democrazia non può prescindere dal ruolo dei partiti, che devono tornare a diventare il perno del sistema politico". Questo deve avvenire "attraverso un finanziamento pubblico trasparente e destinato solo ai partiti in regola e con bilanci sani" e occorre anche "costruire una nuova identità civica degli italiani fondata sui valori della nostra Costituzione e degerarchizzare la politica investendo sulle nuove generazioni". Federalismo. Biscardini, il Pd doveva votare a favore "Il PD ha sbagliato. Ha ragione Martina, dovevano votare a favore. Astenersi non significa nulla, anzi, è la prova che non si sa scegliere." Lo ha dichiarato Roberto Biscardini commentando la dichiarazione del segretario del PD della Lombardia, che ha aggiunto: "Se non si credesse nella capacità delle Regioni di amministrare il demanio pubblico, allora meglio chiuderle. Ma è un controsenso. Le Regioni hanno ormai competenze ben più importanti e più delicate del demanio. Vent’anni fa noi socialisti proponevamo il passaggio alle Regioni delle strade statali, volevamo l’ANAS regionale. Figuriamoci il demanio. Era implicito il suo passaggio alle Regioni già negli anni ’70. La sinistra e la destra, che sono ancora oggi contrarie, sono quelle legate al vecchio potere centralista della Prima Repubblica. Noi non lo siamo mai". Intercettazioni, da Far West a regime sovietico "È giusto mettere un argine al massacro delle intercettazioni pubblicate sui giornali, che riguardano la vita privata di persone che a volte non sono neppure coinvolte nelle indagini, ma qui si rischia di passare di botto da un'inaccettabile Far West a una gestione da regime sovietico". È il commento di Riccardo Nencini. "I fatti di questi giorni hanno evidentemente avuto il loro peso e convinto che forse su questa strada si possono limitare danni futuri all'immagine del governo. Chissà che a Berlusconi non siano arrivati suggerimenti dal suo grande amico Putin, già agente del Kgb". Il sacrificio di Falcone cambiò coscienza degli italiani "A Capaci morì non solo un uomo coraggioso, morì un pezzo della storia del nostro paese. Ma quel giorno nacque anche una consapevolezza diversa nella conoscenza del fenomeno mafioso e nella possibilità di sconfiggerlo, grazie all'impegno e la determinazione di tutte le forze migliori del nostro Paese". Lo ha detto Riccardo Nencini intervenendo a Firenze alla manifestazione organizzata dai socialisti per ricordare il diciottesimo anniversario dell'uccisione di Giovanni Falcone. "Il sacrificio di Falcone non fu invano, perché genero' uno scatto nella coscienza civile e morale di tanti italiani, soprattutto nei giovani. Di chi credeva e crede ancora nella legalità, nel lavoro silenzioso ma incessante di tanti servitori dello Stato, nella volontà di ridare al nostro Paese una nuova consapevolezza e una rinnovata fiducia nelle istituzioni".