Avanti della domenica

N. 3 del 21 febbraio 2010

Barbanera - Dal Palazzo
domenica 21 febbraio 2010

Egregio dottor Bertolaso, dove sono le sue grandi capacità? La nostra Protezione civile non è mitica, basta vedere i risultati e i morti. Ma di quale protezione stiamo parlando?
Sono matto? No sto bene. Mio caro sottosegretario alla Protezione civile ci sono molte cose che non sono chiare. Lei ha un buon curriculum nella professione di commissario a tutto. Lei ricopre e ha ricoperto l'incarico di Commissario straordinario per il terremoto dell'Aquila, per i vulcani nelle Eolie, per le aree marittime di Lampedusa, per bonifica del relitto della Haven, per il rischio bionucleare, per i mondiali di ciclismo, per l’area archeologica romana, è stato persino vice Commissario per il Giubileo del 2000. È stato una prima volta a capo del Dipartimento della Protezione Civile tra il 1996 e il 1997 con il Governo Prodi, è tornato in quel ruolo sotto il governo Amato del 2001, è stato Commissario straordinario del governo per la prevenzione da rischi SARS tra 2003 e 2004 e Commissario per l'emergenza di Cavallerizzo di Cerzeto nel 2005. Poi oltre a ricoprire il ruolo di capo del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è diventato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Emergenza rifiuti in Campania. Poi se non ci sbagliamo, fu proprio su sua proposta che “i grandi eventi”, sotto la direzioni di altri commissari a lei in qualche modo collegati funzionalmente, sono finiti sotto la responsabilità diretta della Presidenza del Consiglio. Ma cosa c’entra la Protezione civile con i mondiali di nuoto di Roma, con il G8 della Maddalena e le Celebrazioni dell’Unità di Italia? Se la Protezione civile si deve occupare di tutto potremmo infilare nei grandi eventi anche il Festival di Sanremo.
Non era meglio che ai sensi della legge istitutiva della Protezione civile, invece di fare così tante cose, lei si fosse preoccupato di proteggere il territorio e di fare prevenzione “al fine di tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi”? Senza educazione, formazione e informazione delle popolazioni a rischio, in primo luogo, la nostra Protezione civile è zoppa. Doveva fare quello, non altro, e soprattutto non doveva, glielo avevano detto in molti, relegare la Protezione civile a fare il pompiere o il becchino a disastro avvenuto. Lei sul luogo dei disastri, insieme a Berlusconi, arriva in fretta, ma sempre dopo e così è costretto a fare appalti, come si vedrà. Adesso lei ci dice che è abituato a fidarsi degli altri, ma non spettava proprio a lei controllare questi signori affinché operassero nel rispetto delle regole e della legalità?
Lei poteva non sapere? No, caro Bertolaso lei aveva il dovere di sapere. Adesso e troppo tardi. Lei è diventato l’epifenomeno di uno Stato e di un Paese che non protegge nessuno, salvo gli amici degli amici. Che confusione: Balducci, Casamonti, Carducci, Anemone, De Santis, Della Giovampaola, Mori ecc.ecc.
Mia mamma non ha capito niente, salvo che il terremoto ha incominciato a far ballare i castelli di carta della Protezione civile.
Buongiorno