Avanti della domenica

N. 3 del 21 febbraio 2010

Stampa e Tv, quello che non avete saputo
domenica 21 febbraio 2010

Par condicio Nencini, difenderemo legge con unghie e denti

Contro la censura l’unico baluardo che resta è quello della Par condicio e sull’onda delle polemiche sul regolamento proposto dal radicale Marco Beltrandi e adottato dalla Commissione di vigilamza sulla Rai, da qualche parte si è tornato a chiedere l’abolizione della legge. “Si riscriva pure, - ha detto Nencini - ma la par condicio noi la difenderemo con le unghie e con i denti, perché una legge che assicuri un accesso minimo di tutte le forze politiche all’informazione, deve esserci. A Beltrandi va riconosciuto sicuramente il merito di aver sollevato il velo di un’insopportabile ipocrisia attorno a una questione cruciale in democrazia. Fino a oggi abbiamo avuto una par condicio che regolava perfettamente tribune politiche pressocché inguardabili. Una presa in giro che è servita solo a lasciare ai Tg e alle trasmissioni informative di punta, mano libera per promuovere le solite cordate dei soliti partiti”

Immigrazione: Locatelli, hanno cavalcato problemi che non sanno risolvere

Maroni e Bossi si sono affrettati a smentire Salvini che aveva proposto una sorta di pogrom ‘casa per casa’ contro gli immigrati ma la verità è che, come ha detto Pia Locatelli, capolista del Psi a Milano, Bergamo e Brescia, “per prendere voti hanno cavalcato per anni i temi della sicurezza e dell’immigrazione, facendo finta che tutti i guai dipendessero dal centrosinistra. Se oggi fossero all’opposizione, avrebbero invocato l’uso dell’esercito e del coprifuoco. In tutti questi anni il centrodestra non è riuscito a fare né integrazione né prevenzione, e neppure la repressione che ha spesso invocato nelle piazze”.

Nencini, candidatura Nicastro danno per tutto il cs

Il lupo perde il pelo ma non il vizio e così Di Pietro non ha trovato di meglio a Bari e provincia che candidare proprio il magistrato, Lorenzo Nicastro, che per anni ha indagato sui politici pugliesi. Questa scelta – ha commentato Nencini - “è un danno enorme per tutto il centrosinistra e anche la conferma che è proprio il leader dell’IdV, il miglior oppositore che Berlusconi possa mai desiderare” e così “offre il destro all’accusa di un uso politico della giustizia in piena campagna elettorale quando invece bisognerebbe parlare di altro”. “Certamente quella di Nicastro sarebbe stata una candidatura più credibile se si fosse dimesso per tempo dalla magistratura, e comunque se ancora non l’ha fatto, dovrebbe farlo immediatamente come prevede la legge, anche perché i pugliesi non possono certo correre il rischio di ritrovarserlo il 29 marzo in tribunale.