Andare a Pontida, il prossimo 5 giugno, è un gesto di sfida ma non è una forzatura della Storia: è andare alle radici di quel lungo e tormentato percorso che, nei secoli, ha portato all'Unità d'Italia. Una sfida che lanciamo anzitutto alla Lega, che su quell'episodio ha costruito un armamentario simbolico questo sì all'insegna della manipolazione della verità storica. Celebreremo il 150° anniversario dell'unità d'Italia partendo da Pontida e arrivando a Teano, perché vogliamo restituire all'Italia consapevolezza della propria Storia e guardare, attraverso questa, al futuro. In molti quando sentono pronunciare il nome di Pontida pensano subito alla Lega Nord e ai falsi miti di una inesistente identità nazionale padana. No, Pontida è il punto di partenza dell'identità italiana, di un fil rouge che dal medioevo fino al Risorgimento, da Pontida a Teano, ha unito la nostra nazione. Un filo rosso come il sangue di coloro, soprattutto giovani, che sacrificarono la vita per un ideale di Patria e di libertà altissimo. Da tempo ci battiamo perché l'educazione civica diventi una delle materie fondanti del sistema scolastico italiano e la nostra presenza a Pontida va proprio in questa direzione: fare in modo che la Storia, in cui convivono fatti e miti, sia fonte di un nuovo senso civico per gli italiani. Il mito come veicolo di valori universali che si chiamano libertà, solidarietà, fratellanza, concordia, senso di appartenenza. Valori che sono alla base delle democrazie moderne e che trovano piena cittadinanza nella nostra Costituzione repubblicana. La fragile e tormentata democrazia italiana può ritrovare una strada anche passando da questi valori, senza strumentalizzare in maniera becera o teatrale la Storia, ma al contrario usandola come elemento aggregante. Quante volte guardiamo alle altre nazioni europee facendo riferimento, con malcelata invidia, al loro forte senso civico, a cittadini consapevoli e responsabili che antepongono il bene comune a quello privato? Forse anche questo un mito, ma è innegabile che l'Italia su questo piano abbia ancora da imparare. E non sarà certo grazie a forze politiche come la Lega, che su falsi miti ed elementi di disgregazione ha costruito le proprie fortune elettorali, che ciò potrà avvenire. Riprendiamoci Pontida, dunque, per un Risorgimento civico (e politico) di una nazione rassegnata, che sta perdendo orgoglio, vigore e memoria.
Riccardo Nencini